Assoraider, Associazione Italiana di Scautismo raider

Dal 14 al 21 maggio 2010, nel pieno centro di Barletta, presso la Galleria d’arte-Centro Culturale Zerouno, in Via Indipendenza, 27, si terrà la prima mostra fotografica curata interamente dalla Compagnia Brenthis di Barletta.

A coronamento di una grande impresa di Compagnia, atta a sviluppare una delle attività prevalenti, tutti i componenti della Brenthis hanno “rubato” alla natura, con centinaia di scatti, i colori e quegli incantevoli scenari che da sempre costituiscono la cornice perfetta delle nostre mille avventure scout.
Un piccolo grande sogno che si realizza e che entusiasma ed inorgoglisce i Rover e le Scolte della Compagnia barlettana.
Un sentito ringraziamento va agli amici che stanno consentendo di rendere possibile questa impresa: il fotografo Vito Rizzi, che da mesi ci insegna i trucchi della fotografia, e la responsabile della Galleria d’arte Anna Soricaro.
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Recensione scritta dalla galleria d’arte
I colori della natura maestosa, le sfumature di quel particolare, invisibile angolo del mondo, la familiarità delle tinte quotidiane, inosservate dalla frenesia del divenire….è un attimo, lo sguardo di uno scout, attento e curioso, zaino in spalla e obiettivo tra le mani, immortala quell’istante della propria avventura.
Così l’attenzione si desta e la fotografia coglie quella banderuola tra tegole e nuvole bianche, bianco è anche il simpatico nano, seduto lì, in attesa che qualcuno passi e… poco più in là un incontro tra generazioni: la bisaccia sulle spalle di quel vecchietto e le mani libere del ragazzo spensierato. Entrambi sulla stessa strada, in direzioni opposte.
Il rintocco di una campana, in un tempo ancora d’inverno, risuona tra giochi di nuvole. Poi l’estate viene, ma il fragore del sole non impedisce di ascoltare il silenzio di una tavola blu. E’ la meraviglia del tempo-scout: tre pietre levigate, in perfetto equilibrio, grandi poco più di qualche centimetro, campeggiano dinanzi all’infinito.
Il nostro avventuriero scout procede, preparato, sulla “buona strada” e incontra un simpatico gatto, con gli occhi vispi che gli indica il sentiero. Meraviglioso a vedersi da quella fessura ricavata tra le pietre, più arduo appena si muovono i primi passi. Osare è la parola d’ordine. Non ci si arrende tra quelle crepe di terra arida, si procede facendo del proprio meglio. Ed ecco che la natura diventa più generosa, un corso d’acqua esalta il cammino, non risparmiando la fatica. Il cielo s’apre ad una luce cheta, mesta, come d’un tramonto pallido. Il sole poi si fa caldo, pieno, e la natura si manifesta nelle sue colorate forme: le curve dei colli disegnate, i fiori vivi, di colori ridenti. L’occhio si perde nel particolare, nel petalo mancante di quella margherita bianca. Di nuovo, riprende la caccia verso la scoperta del se, attraverso il meraviglioso ordine della natura. Sconfinate catene di monti che sembrano rompere il cielo passando attraverso le nuvole, sconvolgono la vista e con essa lo spirito. Sembra ormai giunta la meta quando gli occhi vanno in là, dove la fantasia non arriva e la gioia è piena: il silenzio di quei monti, bianchissimi, con le vette nel cielo quasi a sorreggere il sole, fanno eco nel punto più segreto di ciascuno, solleticano la vita. Un respiro a pieni polmoni e poi….giù a recuperare quella legna accatastata da un buon contadino, per un altro fuoco di Bivacco, per un’altra emozione.
–   Sabina Grisorio

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