
Corso di formazione capi, ma anche scuola capi, qualcuno potrebbe pensare che noia le sessioni, l’orario di campo, la sveglia e le ronde di servizio!
Ecco, chi dovesse pensare una cosa del genere in riferimento al CFQ, farebbe meglio a parteciparvi anzi deve parteciparvi a tutti i costi. Certo! perché chi è già motivato non ha bisogno di altri convincimenti, mentre chi è diffidente verso tutto ciò che è scuola, verso tutto ciò che è formazione, dovrebbe essere spinto quantomeno a provare per poi trarre conclusioni più corrispondenti alla realtà.
Senza dubbio si accorgerebbe che i Corsi di Formazione Quadri sono tutto fuorché noiosi, piuttosto un bel momento per incontrarsi, per confrontarsi, per discutere e per divertirsi. Ma principalmente ritengo che la Scuola Capi sia un’occasione sotto tre profili differenti ma intrecciati tra loro.
Prima di tutto scopo della Scuola è quello di formare i quadri, ovvero i vertici delle nostra Associazione scaut. E quando parlo di vertici intendo principalmente i capi e i vice capi unità, sono loro il vertice dello scautismo, loro sono coloro i quali impegnano il proprio tempo con i ragazzi mettendo in atto il metodo educativo scaut e solo dal loro successo dipende non tanto la vita della nostra Associazione (buoni capi = più iscritti) ma il raggiungimento del nostro scopo, l’educazione dei ragazzi che ci vengono affidati. Potremmo essere anche la prima associazione al mondo per numero di iscritti, ma se dovessimo mancare il nostro obiettivo allora avremo fallito in toto.
Per essere capi occorre passione impegno e un pizzico di informazione. Ecco dunque perché le sessioni di tecnica di branca, psicologia, comunicativa, norme giuridiche, tecnica di comando, animazione e tante altre. Questa è la prima occasione, avere la possibilità di comprendere meglio tutto quello che si è fatto durante la propria vita scaut pregressa, lunga o breve che sia, le motivazioni e i perché, chiarire alcuni dubbi e conformasi metodologicamente per non commettere errori quando in un futuro si opererà con i ragazzi. Potrei definire la Scuola Capi come una specie di “prova del nove scaut”.
La seconda occasione è quella interiore, nel senso che per partecipare alla Scuola occorre anche un certa consapevolezza del ruolo che si vuole occupare, nel senso che si deve essere consapevoli di partecipare ad un corso per futuri capi e non un corso di uncinetto per chitarristi della notte. Ciò dipende dalla maturità raggiunta da chi partecipa e non mi riferisco a quella anagrafica. Dobbiamo tener ben presente che i genitori ci affidano i loro figli perché si fidano di noi e si possono fidare di noi se dimostriamo di essere competenti, responsabili, organizzati, attenti, rigorosi nel programmare e nello svolgere le nostre attività.
Questo in gran parte dipende da come noi siamo, ma attenzione, questo non vuol dire che dobbiamo essere tutti uguali, omologati, fatti a stampino o inquadrati rigidamente. Assolutamente. Ognuno ha i suoi pregi e i suoi difetti, ambiti in cui spicca ed altri in cui è meno portato, ma mi riferisco alla responsabilità ed al buon senso. Riconoscere per esempio i propri limiti, essere giudiziosi, saper affrontare differenti situazioni, avere la prontezza e la capacità di prendere una decisione ragionata. Queste sono qualità di una persona matura, qualità che un capo dovrebbe avere, che qualsiasi persona a capo di un gruppo deve avere. Per questa ragione al Campo vi sono degli orari da rispettare, delle mansioni da portare a termine una serie di regole non scritte valide per tutti; un coinvolgimento che rende tutti partecipi attivamente ma nello stesso tempi responsabili.
Autonomi nelle scelte in modo che il rispetto per l’altro non sia dettato de un freddo obbligo imposto dall’alto, ma sia spontaneo e innato in ognuno dei partecipanti. Se così non fosse, come si potrebbe valutare il corsista? Dunque il C.F.Q. visto come un momento in cui si compie un bilancio di se stessi valutando a che “livello di maturità” siamo giunti.
Sempre rimanendo nell’ambito personale, altra grandissima occasione che viene offerta al C.F.Q. sono le chiacchierate che si svolgono a fine giornata. Momento preziosissimo ed unico.
In fine vorrei essere molto pratico e se andiamo a veder bene questa Scuola nel suo sforzo di offrire una formazione il più completa possibile nonostante la breve durata, travalica persino lo scautismo stesso. Mi spiego.
Le brevi ma intense nozioni che riceviamo durante tutta la settimana servono solo per la nostra vita associativa con i ragazzi? Assolutamente no. Le conoscenza dei rudimenti di psicologia, i trucchi della comunicazione, i suoi modi più efficaci, la capacità di organizzarsi e di organizzare, il saper gestire altre persone che siano ragazzini o i loro genitori, insomma tutto questo credete che serva solo all’interno dell’Assoraider? Non credo proprio. Sono tutte cose che nella vita quotidiana che sia di studio, lavorativa, familiare, ma anche di semplice relazione sociale, possono tornare utili. È quella che viene definita una marcia in più, è quello che contraddistingue noi scaut. È quello che la Scuola Capi con grande umiltà e dedizione cerca di offrire ed il risultato è maggiore tanto più quando dall’altra parte c’è una voglia e una sete di cogliere al massimo questa esperienza che è il Corso di Formazione Quadri. Esperienza che è anche una triplice occasione: per noi stessi, per l’Associazione e per il mondo intorno a noi. Sprecarla sarebbe un peccato.