Assoraider, Associazione Italiana di Scautismo raider

Il metodo Assoraider

L’Assoraider è un’associazione scaut che rispecchia in pieno gli ideali e i principi espressi dal fondatore del movimento mondiale degli scaut Sir Robert Stephenson Baden Powell ed offre ai suoi iscritti il metodo scaut con mezzi applicativi al passo con i tempi, indipendentemente da razza, credo, condizione fisica o sociale. Oltre al perseguimento delle finalità di solidarietà l’Assoraider, si prefigge lo scopo di fornire il proprio contributo alla società con la difesa, la tutela, la salvaguardia e lo sviluppo dell’ambiente, la protezione civile ed il volontariato. Aderisce ai principi di universalità dello Scautismo ed auspica la fraternità e la pace fra tutti gli uomini. Il metodo adottato per perseguire gli scopi è, sostanzialmente, il metodo scaut ideato dal fondatore Sir Robert Stephenson Baden Powell of Gilwell. Esso consiste nell’inserire il ragazzo in una spontanea fraternità di coetanei guidata da adulti, nel rendergli accessibili attività a lui congeniali, prevalentemente all’aperto, affidandogli, secondo i moderni mezzi della psicologia, responsabilità gradatamente crescenti e facendogli acquisire capacità sia collaborative che direzionali. L’applicazione avviene in diverse forme in conformità ai periodi evolutivi del giovane, secondo le linee guida di Aldo Marzot fondatore dell’Assoraider ed ideatore del Raiderismo. Religione. L’Assoraider ritiene la visione spirituale della vita elemento fondamentale nella formazione educativa e pertanto richiede ai propri aderenti, qualora appartenenti ad un culto, l’osservanza dei relativi doveri col pieno rispetto di ogni altra convinzione religiosa e spirituale. Politica. L’Assoraider è indipendente da qualsiasi partito o movimento politico e ciascun aderente all’associazione gode di piena libertà di pensiero purché non in contrasto con lo Statuto ed i principi fondamentali del movimento scaut.

Uno scautismo giovane al servizio dei giovani. Nel 1965, per opera dell’ingegner Aldo Marzot, nasce l’Assoraider, associazione che non si identifica in una confessione ma accetta la pluriconfessionalità dei suoi iscritti. Nuova nell’applicazione della metodologia, la cui conformazione perviene ad essere Metodo Assoraider con l’arricchimento di esperienze diverse attraverso continui studi e confronti tra esponenti dello scautismo, medici, psicologi, insegnanti, genitori e professionisti in genere; che la resero, in tal modo, completamente autonoma rispetto alle altre esistenti, e unica nella sua originalità. L’Assoraider nasce inizialmente per accogliere tutti quei ragazzi e ragazze che in età 18/21 anni (rispondente nelle associazioni consorelle alla branca Rover e Scolte) abbandonavano lo scautismo, offrendosi inoltre, quale alternativa di avanguardia, a tutti coloro che intendessero continuare a vivere lo scautismo in modo più moderno ed adulto. Caratteristica dell’Assoraider è l’attivazione della cosiddetta quarta branca, quella Raider, che mira a completare il percorso formativo del giovane scaut fino all’età adulta, pur senza trascurare le altre branche giovanili (lupetti/lupette, esploratori/esploratrici, rover/scolte) alle quali viene applicato un Metodo innovativo e sensibile alle esigenze dell’individuo nel suo cammino di crescita. L’Assoraider oggi svolge un continuo e rigoroso lavoro di verifica e aggiornamento nel campo dell’educazione e formazione giovanile, con particolare attenzione alle aspettative dei giovani in cerca di una dimensione etica e spirituale solida e consapevole, nonché di una soddisfacente collocazione sociale ed economica.

Uno scautismo innovativo al passo con i tempi. L’Assoraider, fin dalla sua costituzione, ha proceduto ad un aggiornamento del metodo didattico dello Scautismo, senza tuttavia alterarne il contenuto essenzialmente valido, al fine di colmare quelle carenze che col tempo si erano spontaneamente prodotte per la rapida trasformazione delle classi giovanili e della società in genere. Così, la scelta delle fasce d’età delle quattro branche dell’Associazione, fu fatta in modo da aderire ai quattro periodi evolutivi dell’individuo, che coincidono con l’organizzazione scolastica: scuola elementare, media inferiore, media superiore e università. Nello sforzo pedagogico di dare risposte quanto più equilibrate alla naturalità della crescita dei ragazzi, l’Assoraider attua esperienze di coeducazione fra i sessi, facendo leva su quello che in altre realtà (famiglia e scuola) è già “vivere assieme” in piccole comunità, sullo spirito di solidarietà e disciplina proprie dello Scautismo e sul senso di responsabilità e onore che questo, se ben presentato, riesce ad inculcare nei ragazzi di ogni età e sesso. Muovendo dalla considerazione espressa dallo stesso fondatore dello Scautismo – Baden Pawell – secondo cui “il pieno successo del metodo educativo scaut si realizza quando esso agisce sull’intero periodo formativo dell’individuo”, l’Assoraider ha anticipato l’età di entrata al roverismo, portandola a 14 anni e, con la creazione del raiderismo, ha costituito la quarta branca, diretta a colmare la lacuna formativa fra giovane ed adulto. Fermo restando l’adeguamento ai programmi ed alla struttura del Corso Formazione Quadri (Scuola Capi) con quelli di “Gilwell”, l’Assoraider si è impegnata, da sempre, nello studio e nella valorizzazione del ruolo “manageriale” dello Scautismo; cercando di fornire, nella fase operativa delle tecniche di branca, nuovi modelli di organizzazione del lavoro e di educazione, al fine di dare armonia ed equilibrio alla crescita dei giovani in relazione alle necessità sempre nuove della società nella pluralità delle sue articolazioni. Ciò ha consentito di inserire, fin dall’età evolutiva più giovane, la visione Raideristica del modo di fare Scautismo nei programmi originari. A tal fine, è stato dunque possibile: stimolare l’autocomprensione e l’elaborazione personale dei concetti fondamentali; impiegare il lavoro di gruppo verificato nelle simulazioni e nelle didattiche proprie della metodologia scaut. Attivare una nuova progettualità sul tema dei diritti, in particolare per le fasce più deboli (immigrati, handicaps, meno abbienti…), improntata al vero e proprio inserimento a pari dignità delle minoranze. Valersi di saperi interni ed esterni all’Organizzazione, dotati di competenze specifiche e in grado di trasmettere conoscenza e comunicare la leadership, i suoi stimoli e le dinamiche di gruppo. Formare nei Corsi di Formazione Capi, dei Dirigenti, in possesso delle capacità di base, e delle conoscenze adeguate per una gestione a 360 gradi delle nostre unità organizzative e in grado di spendere la propria esperienza, maturata nel contesto di una situazione gestionale reale, nei campi della famiglia e del lavoro.

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