Assoraider, Associazione Italiana di Scautismo raider

Vecchia domanda, sempre nuove risposte (…e proposte!!) alla luce di VolontaRaid

Eccoci di nuovo, ancora una volta direte, a parlare delle attività prevalenti del Raiderismo, colonne del metodo di quarta Branca. Farlo ormai agli sgoccioli del primo mandato del Commissariato alla Protezione Civile ed all’Ambiente mi inorgoglisce e mi fa sentire di non aver lavorato a vuoto, cercando in qualche modo di lasciare un contributo all’Associazione ed in particolare alla Quarta Branca. Allora, dopo la presentazione di Antonello del nuovo Regolamento alla Branca ed il lancio dell’Attività Nazionale, vogliamo dare qualche consiglio circa l’attività da realizzare.
Della risposta alla domanda in oggetto si è già lungamente parlato, ma ribadiamo ancora una volta qual’è: no, o meglio non solo. Le attività di protezione civile, infatti, sono solo una parte del volontariato civile, non comprendendone appieno il significato né l’utilità metodologica di tale attività. In particolare il volontariato civile racchiude tutta una serie di attività in ambito sociale ovvero espressione si servizio all’esterno dell’associazione.
Detto ciò, è facile immaginare come l’attività VolontaRaid possa consentire la realizzazione di una serie di attività potenzialmente infinite. In particolare per un RAID organizzato o in corso di costituzione potrebbe risultare facile realizzare un’attività in collaborazione con delle realtà magari già vicine alla sezione di appartenenza, quali altre associazioni o strutture bisognose e desiderose di supporto per la realizzazione della propria missione sociale. Cito a titoli di esempio: organizzazioni che si occupano del supporto ad anziani e svantaggiati o minori meno fortunati. Ovviamente la valenza sociale di un’attività può essere trovata anche nell’ambito ambientale. Per cui andranno sicuramente a colpire l’obiettivo attività quali la gestione o sistemazione di aree verdi, ripristino di sentieri o similari. Particolare attenzione sarà rivolta alle attività, ribadiamo, svolte con altre organizzazioni, scaut o meno, che contribuiranno alla creazione di un tessuto associativo ben radicato sul territorio, ritenuto fondamentale per il riconoscimento del Raid e le attività future, e che renda pubblico l’impegno sociale della nostra associazione. L’invito è, pertanto, una partecipazione di tutte le Sezioni e Delegazioni, anche quelle in cui ad oggi non sia presente un Raid già strutturato così da iniziare finalmente a “toccare con mano” il Raiderismo.
Vi aspetto al prossimo Consiglio Nazionale dove avremo modo di confrontare tutto ciò che sarà stato realizzato, con supporti fotografici, video e presentazioni nelle modalità che ciascun Raid preferirà.
3,2,1… RAID!
Vittorio Sanese

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