Assoraider, Associazione Italiana di Scautismo raider

Buona caccia a tutti.

Mi accingo ora a illustrarvi l’attività di spiritualità svolta dal mio branco lo scorso anno.

Questo articolo non vuole essere una “grandiosa soluzione” ne un “vangelo di verità” ma solo un’esperienza, a mio avviso riuscita, di spiritualità Assoraider.

Premetto che l’anno scorso avevo tutti lupi grandi, solo uno di sette anni su una ventina di ragazzi di età compresa tra i nove e gli undici.

Il percorso è durato tutto l’anno, partendo dall’uscita di apertura. In essa abbiamo fatto un giro nel bosco del terreno che ci ospitava, e lì abbiamo trovato un cerchio di funghi. Facendo notare come anche una cosa apparentemente casuale come i funghi seguisse un preciso ordine (i fungi crescono a cerchi perfetti) e come funghi diversissimi rispettassero tutti il contorno del cerchio abbiamo fatto riflettere i lupi sull’armonia che governa la natura e sul valore della diversità, che non è motivo di discriminazione ma ricchezza bellezza, come i variopinti funghi di fronte a noi. Abbiamo continuato l’esplorazione del bosco scoprendo insetti, gelsomini, muschi e ghiande. Akela, che si era documentato in precedenza, è stato felice di spiegare un po’ di cose ai suoi lupi, come che cos’è una calla o come mai il muschio cresce proprio in quella parte della grande roccia. In conclusione abbiamo fatto una mappa sonora del posto: chiudendo gli occhi abbiamo segnato tutti i rumori che venivano da destra, poi quelli da sinistra, poi davanti e infine dietro. Ben decorata la mappa è finita nel quaderno di caccia. In conclusione abbiamo accennato ai lupi come tutti gli abitanti del bosco fossero collegati tra loro e come in realtà anche noi siamo collegati con loro e tra di noi, come molte cose siano comuni a tutti (Tutti abbiamo lo stesso sole, lo stesso cielo, la stessa terra sotto le zampe) concludendo dicendo che sembriamo quasi parte di un “Tutto” che ci comprende e ci collega tutti.

Durante il periodo invernale ci siamo concentrati sull’infinitamente piccolo, proponendo in autunno una caccia al tesoro dove i lupi trovavano delle “Buste del ministero della ricerca” andate perdute quel venerdì e dirette ad un laboratorio importante. Ogni busta conteneva dei campioni di un elemento: Un filo di rame, un pezzo di carbone (carbonio), un tappo di ferro, un osso (ricco di calcio), uno starlight verde (fluoro), un palloncino con dentro acqua. Dopo aver trovato tali elementi in un cartellone simil-tavola pitagorica abbiamo parlato delle proprietà di alcuni di essi (fluoro fa luce, rame conduce bene l’elettricità) spiegando come carbonio e acqua siano alla base della vita e come l’acqua sia un bene inestimabile, scoprendo quanti litri di acqua ci sono dentro a ognuno di noi (70% del peso di un adulto, fino all’80-81% del peso di un bambino).

Di seguito, con delle palline di stoffa comprate al ferramenta e degli stuzzicadenti spuntati abbiamo costruito delle piccole molecole d’acqua e abbiamo preparato il nostro “secchio d’acqua molecolare”. L’attività ha avuto il suo culmine al campo invernale dove i lupetti si sono sfidati per mute (oltre che a palle di neve e a costruire igloo e pupazzi) a formato con i loro corpi la forma del “cuore” di un fiocco di neve.

Con la bella stagione ci siamo ributtati sulla natura con una caccia dove scoprivano le abitudini di alcuni inquilini del bosco: Ogni muta sceglieva un animale e dovevano fare un cartellone su di lui : cosa mangia, come fa la tana, come si difende, come appare d’inverno e come d’estate, se va in letargo o migra, com’è fatta la sua impronta ( in ciò aiutati dai libri sulla fauna locale presenti in sede). All’uscita seguente hanno costruito un rifugio- tana con rami caduti e cose del genere, interpretando un gruppo di ricci (o di daini o di volpi o di aironi) e spiegando a chi veniva a trovarli (CR, PC, Rover e Raider) com’era la loro vita, chi doveva andare a procurare il cibo oggi e chi invece doveva pensare alla difesa dei piccoli. Lo sapevate che gli aironi vomitano per autodifesa!?

A conclusione dell’attività i VVLL hanno ben visto di far notare al cerchio che “Anche se in realtà non sono altro che carbonio e acqua riescono a inventarsene proprio tante questi animali per sopravvivere, non è vero lupi?”

Verso Maggio-Giugno una mia lupetta ha portato un sua amica coccinella in un gruppo di Roma a farci visita. Un avvenimento che cadeva proprio a fagiolo, visto il percorso di spiritualità che stavamo facendo. La riunione dopo tutte le lupette volevano capire perché quella bambina dovesse per forza essere una coccinella e non una lupetta. Spiegando il fatto che in Assoriader siamo pluriconfessionali Akela ha evidenziato che per la nostra associazione non è importante pregare in un certo modo o chiamare dio in un altro. L’importante è seguire la strada che segnano tutte le religioni, la strada dell’amore:

“Lupi è come nella giungla: per potersi dissetare alla Waingunga Chill dirà che è meglio planare sulle cime degli alberi e così raggiungere il fiume, Ikki dirà che è meglio tagliare per il sottobosco  e Mor sosterrà che è meglio seguire un certo sentiero pieno di fiorellini blu come il suo piumaggio, ma quello che conta è l’acqua della Waingunga. Così per noi ognuno può scegliere la religione che più gli piace, l’importante e che alla fine arrivi a dissetarsi al fiume dell’amore che aspetta alla fine di tutte le religioni”

Sembrerà strano ma i lupi sono rimasti molto affascinati da tale esempio.

Alle VdB c’è stato il discorso conclusivo, quello che dava senso a tutto il resto:

Seduto sotto un grande albero Akela sviluppa un’attività classica di ascolto della natura( sdraiati ad ascoltare la foresta, toccare la corteccia e le foglie, odorarle). Una volta raggiunto il “contatto” con la natura circostante (sentite gli alberi lupi? E gli uccellini? Ecc) facciamo notare come tutte queste belle cose che vedono e sentono nella foresta sono fatte  degli stessi “mattoncini” di cui siamo fatti noi!!! Diciamo ai lupi  di fare molta attenzione e chiediamo chi di loro se nel grande albero vede solo, è importante dire SOLO, un insieme di particelle, aspettare qualche secondo in cui i lupi saranno indecisi su come esprimersi. I più “gaiardi” diranno il loro parere. Senza indagare le risposte dei pochi “gagliardi” chiediamo al branco la stessa cosa di prima ma stavolta riferendosi agli altri lupi( ES. Luca guarda Andrea, vedi solo un ammasso di particelle? O vedi qualcosa di più?). Presumendo che le attività svolte sin ora abbiano sortito qualche effetto dovrebbero esserci un bel po’ di lupetti che dicono di “vedere” qualcosa (se poi qualcuno di loro tira fuori cose tipo “spirito” o “anima” il gioco è fatto). Spieghiamo loro che questo sentore che hanno è importantissimo, in quanto non vedere nell’altro solo un “mucchio di roba” è il ragionamento che permette di volergli bene, che è da questo sentore che nascono tutte le idee religiose: sebbene esistano varie religioni, tutte sono nate da quel sentimento che ora loro sperimentano. C’è chi lo chiama spirito, chi anima, chi invece dignità umana, ma l’importante è vederlo, accorgersi di lui e della sua importanza.  E dalla bellissima sensazione che ora i lupi provano, alcuni signori hanno pensato ci dovesse essere un qualcosa che regolava questa armonia tra spirito e animali e piante e persone, e questa cosa la chiamavano Dio, Allah, Grande Spirito o Equilibrio Universale. Ma “Spirito” “Dio” “Anima” sono solo nomi per chiamare quella cosa che i lupi hanno scorto negli occhi dei loro fratellini e sorelline.

Il discorso deve essere condotto con entusiasmo e con allegria, dura circa cinque minuti se fatto con criterio e senza fanatismi filosofico-religiosi .

I lupi più grandi lo recepiscono bene, per i più piccoli non so dire perché ne avevo solo uno ma immagino possa rimanere difficile, però se pensiamo di ripetere questa attività magari ogni due anni possiamo confidare che crescendo arriveranno a capire le nostre parole.

Una fraterna stretta di sinistra

Fratello Falco